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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
20 agosto 2009
Dove il vostro eroe causa un licenziamento
Tra cinque giorni sarò a Parigi, sto ultimando la preparazione psicofisica e superando gli ostacoli posti dai servizi segreti e dalla task force "Blocchiamo i cervelli in fuga", la stessa che ha impedito che Mariagrazia Cucinotta sfondasse in America malgrado le sui indiscutibili capacità. Ci sono ancora le lungaggini burocratiche (che se la sono inventata i francesi mica per niente, la burocrazia!) di cui già vi ho un po' parlato. Qualche giorno fa scrivo a M.lle dicendole che sarei arrivato martedì 25, chiederle se dovevo prendere un appuntamento eccetera. Lei mi dice di non stare tanto a rompere le palle che tra qualche giorno avrebbe scritto a tutti una mail in cui ci avrebbe spiegato "les premiers pas à effectuer". La ringrazio, celando la mia insofferenza.

Bene, oggi è arrivata la mail e la prima frase è stata una stilettata:

Votre arrivée en France approche [che io pensavo fosse riflessivo pure in francese, ma pare di no...] e je vous annonce que je quitte mon poste...

Come!? Se ne va M.lle?! Prima di incontrare me!? Con tutto quel che c'è stato tra di noi!? Secondo me l'ipotesi più probabile è quella originaria: M.lle è un eufemismo per Zitella, anzi: Vecchia Zitella Inacidita ed è arrivata, ormai, all'età della pensione. Voi non sapete quanto ci stia soffrendo, davvero. Ad ogni modo, ci annuncia che al suo posto troveremo una anonima Caterina con doppia a neerlandese nel cognome (la chiameremo per questo Catte, come se fosse di Ravecca), già mi sta antipatica e già me la immagino come Franziska van Almsick o come C.C. Babcock: giovane, arrampicatrice, bella, insoddisfatta e cattiva. Ad ogni modo, devo contattarla in giornata, cercherò di scrivere una mail scostante...

Ma se Mlle fosse stata licenziata perché hanno letto che con me è stata sgarbata? No, perché non potrei perdonarmelo...
8 luglio 2009
Ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi ti amo e poi: Suibhne e la burocrazia transalpina

Il mio rapporto con lo stato francese, nella figura del municipio di Parigi, sta iniziando sulle note delle reciproca diffidenza. Diciamoci la verità, siamo un po' simili, noi e l'amministrazione di laggiù: crediamo che il mondo sia stato creato per darci fastidio, ci consideriamo la miglior scelta possibile e proviamo un istintivo fastidio quando qualcuno ci rivolge la parola. Inoltre, come scoprirete presto, non amiamo rispondere alle mail. 

Ricorderete i problemi che avevano caratterizzato la domanda che mi porterà a Parigi tra un mese e mezzo, non sapete tutto quello che è successo dopo. Qualche giorno prima della pubblicazione delle graduatorie, mi arriva una mail lapidaria di una incaricata della mairie che si chiama come la strega cattiva dei Masters: manca un documento, monsieur, e se non ce lo invia entro pochissime ore la sua domanda sarà cassata. Brutalmente cassata, dico io. Nel panico chiamo Siena, dove una pigra dipendente fa il suo lavoro con solerzia e nel giro di poco mi arriva il documento che traduco e rinvio alla strega cattiva, la quale non mi risponde.

Niente, pare scomparsa e non risponde alle mail. Cerco in rete il numero di telefono, che non esiste, chiamo il ministero della ricerca che mi insulta e dice che ho sbagliato numero. Niente.


La strega cattiva rispunta fuori a metà giugno, per darmi - senza alcun commento che non fosse felicitations - la notizia che ormai sapete e che pacifica l'inquietudine da Et maintenant que vais-je faire? Aggiunge solo una frase che appare normale a tutti ma che angoscia il sottoscritto: è necessario confermare che accettate la borsa ENTRO pochissimi giorni e dovete farlo sia voi che il vostro département d'accueil. Io rispondo grato, immantinente, scrivo alla professoressa per darle la notizia e invitarla a scrivere e lei mi risponde che è felicissssssima dall'idea di lavorare con me e che aspetta a settembre il mio dossier de recherche. Dalla strega cattiva niente. Neanche un "ah, bravo... grazie per la mail". Niente.


Voi capite, io mi sono agitato. Ho riletto cinque volte la mail e ho scoperto che, come per miracolo, era comparso un numero di telefono, sotto la firma della strega cattiva. Che avreste fatto voi? io ho chiamato, da ansioso. Ecco com'è andata la telefonata:


Suibhne: Sì, buongiorno... vorrei parlare con La Strega Cattiva

Strega Cattiva: Sono proprio io

Suibhne: Buongiorno, sono il dottor Suibhne, la chiamo dall'Italia, bla bla bla, volevo sapere se ha ricevuto la mia conferma visto che...

Strega Cattiva: Ecoutez, monsieur, lo sapete quanto lavoro ho da fare io? nella mail che vi ho spedito c'era scritto che l'avremmo contattata noi e allora perché chiama? mica posso rispondere a settanta persone, sapete? Come vi chiamate?

Suibhne: No, no, ma capisco... Suibhne...

Strega Cattiva: Sì, sì, non vi agitate... ho qui la sua conferma, anche quella della professoressa di cui storpia il nome... va tutto bene

Suibhne: Grazie, mi scusi, arrivederci...

Strega Cattiva: Sì.


Capito, la stronza? Un paio di giorni dopo mi arriva una mail che mi comunica che con la Strega Cattiva non avrò mai più niente a che fare e che sono stato sbolognato al BACE, che è un Ufficio comunale per l'accoglienza dei ricercatori stranieri. Pensate al vostro comune. Pensate a un ufficio per l'accoglienza dei ricercatori stranieri. Sembra strano, eh? Ad ogni modo, mi sbolognano a una persona che mi scrive pochissimo tempo dopo per presentarsi e per chiedermi se ho bisogno di qualcosa. Non me lo chiede, però, come Vito Corleone ma come una persona pagata per darmi una mano e io le (dopo lunghi studi filologici sul suo nome di battesimo, ho scoperto che è femmina solo perché si firma M.lle, cosa che la qualifica, ai miei occhi, come una anziana signora dedita al suo lavoro e che non si è mai sposata, chissà perché) sono grato. Mi serve una casa, una assicurazione, un conto in banca? ci pensa lei, che mi ricorda anche di portare il biglietto dell'aereo perché me lo rimborserà! Le ho risposto che è molto gentile e che la ringrazio e che in effetti vorrei sapere questo questo questo. 


Niente, nessuna risposta. 


Oggi, però, ho ricevuto una mail da M.lle. Dice che va in vacanza dal 25 luglio al 15 agosto e mi saluta. Ora, come faccio a dirle che voglio informazioni, non diventare suo amico e tantomeno tramutarla in Mme?

7 agosto 2004
Boom! Sbang! Brrom! Bat-Suibhne contro la Motorizzazione

Siete mai stati alla motorizzazione? Io obiettivamente non ho mai capito bene perché esistesse e soprattutto cosa ci si andasse a fare. Fino a quando ho scoperto che per prendere a nolo un’auto negli States serve una patente internazionale o come dicono i nazi-motorizzatori un Permesso Internazionale di Guida. Per ottenerla, miei cari, bisogna pagare un conto corrente da 11 € e uno da 5,16 € e aggiungere una marca da bollo da 11 €. Sapete che le marche da bollo da 10,33 € sono diventate marche da bollo da 11 €? E sapete che non esistono le marche da 11 € quindi si è costretti a comprare una da 10,33 e una da 1,29, spendendo 62 centesimi in più? Sembrano cazzate, ma ci potevo comprare un pezzo di focaccia! Vabbè, non è questa la cosa interessante.

Dicevo, ho scoperto cosa si fa alla motorizzazione. Una valanga di pre-adolescenti, adolescenti e post-adolescenti chiedeva il foglio rosa. Si riconoscevano dai pantaloni a vita molto più bassa del prevedibile e in taluni casi molto più bassa dell’auspicabile, in altri pochi e lodevoli casi, stava proprio al punto giusto per mostrare quello che andava mostrato. Ad esempio una specie di perizoma rosso. Ottimo perizoma rosso, senza pizzi che fanno tanto Nonna Papera. Lo dico per le mie adoranti lettrici, con i pizzi non mi piacete. La meravigliosa perizomata era accompagnata da una mamma fastidiosissima e ossigenata che, con voce rottelmeyer, la mandava dal tabaccaio a comprare marche da bollo e alla posta a fare versamenti, strillando “la prossima volta studi di più!” e aggiungendo, per la gioia dei curiosi, “Sapete, finchè non passa l’esame devo continuare a pagare fogli rosa. Anche se mia figlia ha già fatto un incidente contro un camion”. Secondo me era un tentativo di suicidio causato dall’esistenza di una madre tale.

Oltre che per i fogli rosa, si va alla motorizzazione anche perché sono finiti i punti-patente. Il figlio della cicciotta dietro di me, ad esempio, aveva raddoppiato i limiti di velocità consentiti in sopraelevata e in più era senza cintura. Miracolosamente i punti della sua patente erano diventati Z E R O e il poveraccio si ritrovava appiedato. La madre, al telefono con un tale Michele che per me era un amante, biasimava di molto le forze dell’ordine per la crudeltà perpetrata nei confronti del figlio. Il motorizzatore le aveva dato un modulo per il rinnovo della patente, ma lei giustamente osservava che non è rinnovo, perché la patente era stata ritirata. Un attimo di silenzio, il dipendente abbassa gli angoli della bocca e dice “Beh, lei compili il modulo come se la dovesse rinnovare, poi vediamo”. Non ho parole. Una specie di “Facciamo che io sono un mago caldeo e tu la principessa di Betania”


Ad ogni modo finalmente dopo aver reperito l’ultima marca da 1 maledetto euro e 29 bastardissimi centesimi ho consegnato tutti i documenti al competente dipendente di cui sopra. Il tipo alza lo sguardo: “Ci vediamo la settimana prossima”. Come la settimana prossima?! Io PARTO la settimana prossima! L’uomo giura che mercoledì avrò la mia patente.


Riuscirà il nostro eroe a sconfiggere il malvagio motorizzatore? Otterrà il permesso internazionale di guida prima della partenza? Vincerà le inefficienze della Pubblica Amministrazione, che ci mette una settimana per copiare una patente in inglese? E che ne sarà del mirabolante tesoro nascosto all’ultimo piano del grattacielo in cui c’è l’ufficio provinciale della motorizzazione civile (questa è una concessione allo spettacolo)?


Lo saprete prossimamente, seguendo le fantastiche avventure di


Bat-Suibhne contro Motorizzator e la Pubblica Amministrazione







to be continued...




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